IPRA, International Peace Research Association
Associazione Internazionale di Ricerca per la Pace
5 gennaio 2026
Dichiarazione dell'IPRA sull'interventismo e il Venezuela
Noi, Segretari Generali dell'International Peace Research Association (IPRA) - Marité Muñoz e Rajib Timalsina - comprendiamo l'attuale necessità di denunciare la terribile situazione che la comunità internazionale sta vivendo. L'IPRA lavora da oltre sessant'anni con ricercatori accademici e operatori di pace di ogni continente per un processo di costruzione della pace in tutto il mondo. Questo è ciò che cerchiamo di costruire e di insegnare, e molti dei nostri membri e colleghi sono stati uccisi in questo percorso. Queste morti, in parte, sono state il risultato della furia di persone che credono nella necessità di mantenere i loro affari legati alla produzione di armi: in alcuni casi mascherata da attività legale, in altri casi a diretto sostegno della criminalità organizzata nelle sue diverse forme.
Molte guerre negli ultimi anni sono state iniziate e sostenute allo scopo di estrarre risorse naturali da determinati territori, con il vano pretesto di “proteggere la libertà e la democrazia”. Queste non sono altro che scuse che mascherano ben altre realtà. Sono molti gli esempi nel XX secolo e ancora molti altri in questo secolo. Civili muoiono, accusati di chissà cosa, civili che vogliono solo vivere in pace con giustizia sociale e vivere serenamente nel proprio territorio. Popoli numerosi e diversi desiderano e vogliono difendere la propria identità, la propria religione, la propria pace e, come abbiamo detto, la giustizia sociale necessaria per garantire la sicurezza delle loro comunità - e non possono farlo. Non possono farlo, perché altri non lo permettono, quelli che sembrano non intendere che la pace è possibile e necessaria.
Negli ultimi anni, possiamo nominare una moltitudine di paesi che sono stati occupati e invasi sempre dalle stesse nazioni, sempre dagli stessi paesi, sempre dagli stessi leader. La Palestina potrebbe essere l'esempio più eclatante nel corso dell’ultimo anno; e poi anche il Sudan, che è stato occupato a lungo, e - da ieri - il Venezuela, che, a prescindere dalle nostre ideologie, non doveva subire questa forma di occupazione e deve poter risolvere autonomamente tutte le proprie questioni interne. Ci sono altri paesi che non sono stati invasi o bombardati, ma che comunque subiscono situazioni analoghe in forma più velata, sotto forma, ad esempio, di ingerenze economiche e culturali, e così via. Ancora in America Latina, possiamo citare l'Honduras come esempio, ma ce ne sono molti altri.
A nome dell'IPRA e di tutto il nostro Segretariato, intendiamo essere chiari, al di là della geografia e dell'ideologia, su un punto: l'IPRA respinge qualsivoglia attacco alla sovranità e diretto contro la popolazione di qualsiasi paese. L'IPRA respinge la tesi per cui un paese miri a estrarre le risorse naturali di un altro paese, mentre muoiono persone innocenti che necessitano di ogni tipo di cure. Gli attacchi indiscriminati degli Stati Uniti contro il Venezuela, come ogni altro tipo di intervento della medesima natura, non saranno mai sostenuti.
Manifesteremo sempre contro questi interventi.
Questo è ciò che pensiamo.
Marité Muñoz, Segretario Generale dell'IPRA
Rajib Timalsina, Segretario Generale dell'IPRA
IPRA United Nations Office, c/o Secretary General Emeritus Matt Meyer, 309 Park Place, Brooklyn NY 11238 USA - www.iprapeace.com
Associazione Internazionale di Ricerca per la Pace
5 gennaio 2026
Dichiarazione dell'IPRA sull'interventismo e il Venezuela
Noi, Segretari Generali dell'International Peace Research Association (IPRA) - Marité Muñoz e Rajib Timalsina - comprendiamo l'attuale necessità di denunciare la terribile situazione che la comunità internazionale sta vivendo. L'IPRA lavora da oltre sessant'anni con ricercatori accademici e operatori di pace di ogni continente per un processo di costruzione della pace in tutto il mondo. Questo è ciò che cerchiamo di costruire e di insegnare, e molti dei nostri membri e colleghi sono stati uccisi in questo percorso. Queste morti, in parte, sono state il risultato della furia di persone che credono nella necessità di mantenere i loro affari legati alla produzione di armi: in alcuni casi mascherata da attività legale, in altri casi a diretto sostegno della criminalità organizzata nelle sue diverse forme.
Molte guerre negli ultimi anni sono state iniziate e sostenute allo scopo di estrarre risorse naturali da determinati territori, con il vano pretesto di “proteggere la libertà e la democrazia”. Queste non sono altro che scuse che mascherano ben altre realtà. Sono molti gli esempi nel XX secolo e ancora molti altri in questo secolo. Civili muoiono, accusati di chissà cosa, civili che vogliono solo vivere in pace con giustizia sociale e vivere serenamente nel proprio territorio. Popoli numerosi e diversi desiderano e vogliono difendere la propria identità, la propria religione, la propria pace e, come abbiamo detto, la giustizia sociale necessaria per garantire la sicurezza delle loro comunità - e non possono farlo. Non possono farlo, perché altri non lo permettono, quelli che sembrano non intendere che la pace è possibile e necessaria.
Negli ultimi anni, possiamo nominare una moltitudine di paesi che sono stati occupati e invasi sempre dalle stesse nazioni, sempre dagli stessi paesi, sempre dagli stessi leader. La Palestina potrebbe essere l'esempio più eclatante nel corso dell’ultimo anno; e poi anche il Sudan, che è stato occupato a lungo, e - da ieri - il Venezuela, che, a prescindere dalle nostre ideologie, non doveva subire questa forma di occupazione e deve poter risolvere autonomamente tutte le proprie questioni interne. Ci sono altri paesi che non sono stati invasi o bombardati, ma che comunque subiscono situazioni analoghe in forma più velata, sotto forma, ad esempio, di ingerenze economiche e culturali, e così via. Ancora in America Latina, possiamo citare l'Honduras come esempio, ma ce ne sono molti altri.
A nome dell'IPRA e di tutto il nostro Segretariato, intendiamo essere chiari, al di là della geografia e dell'ideologia, su un punto: l'IPRA respinge qualsivoglia attacco alla sovranità e diretto contro la popolazione di qualsiasi paese. L'IPRA respinge la tesi per cui un paese miri a estrarre le risorse naturali di un altro paese, mentre muoiono persone innocenti che necessitano di ogni tipo di cure. Gli attacchi indiscriminati degli Stati Uniti contro il Venezuela, come ogni altro tipo di intervento della medesima natura, non saranno mai sostenuti.
Manifesteremo sempre contro questi interventi.
Questo è ciò che pensiamo.
Marité Muñoz, Segretario Generale dell'IPRA
Rajib Timalsina, Segretario Generale dell'IPRA
IPRA United Nations Office, c/o Secretary General Emeritus Matt Meyer, 309 Park Place, Brooklyn NY 11238 USA - www.iprapeace.com
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